Il Napoli non ci sta. Passano poche ore dal verdetto del giudice sportivo e da Castel Volturno arriva la contromossa: il club ha annunciato ufficialmente che presenterĆ ricorso contro le due giornate di stop inflitte a Massimiliano Allegri. Una nota secca, di poche righe, pubblicata sui canali ufficiali: “La SSC Napoli, in seguito alla richiesta di accesso agli atti, comunica che presenterĆ ricorso per le due giornate di squalifica inflitte a mister Massimiliano Allegri”. Il messaggio ĆØ chiaro, e l’obiettivo pure: non salvare la panchina di mercoledƬ in Brianza, che ormai ĆØ persa, ma riavere l’allenatore al suo posto domenica sera allo Stadium.
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ToggleL’obiettivo si chiama Juventus
Il primo ad anticipare la notizia era stato Valter De Maggio, in diretta a Radio Kiss Kiss, la radio ufficiale del club: “Adesso ho la certezza, il Napoli presenta il ricorso per i due turni di stop ad Allegri. Si punterĆ alla riduzione di una giornata di squalifica, affinchĆ© ci sia contro la Juventus e salti solo Monza-Napoli”. Poco dopo ĆØ arrivata la conferma ufficiale, e il quadro si ĆØ definito.
Il ragionamento della societĆ ĆØ semplice. La sfida col Monza, in programma mercoledƬ 28 ottobre, Allegri la guarderĆ comunque dalla tribuna: per i tempi della giustizia sportiva non c’ĆØ margine. Il vero bersaglio ĆØ la Juventus-Napoli di domenica 1° novembre, la partita più carica di significati per un tecnico che a Torino ha scritto pagine importanti della sua carriera. Ridurre la pena da due turni a uno vorrebbe dire riaverlo in panchina proprio nella notte del grande ritorno da ex. E in un momento in cui il Napoli ĆØ lontano dalla vetta e fatica a gestire le partite nei minuti finali, la presenza del condottiero a bordo campo non ĆØ un dettaglio.
Ricorso in salita: cosa dice l’esperto
Riuscirci, però, non sarĆ una passeggiata. Le motivazioni del provvedimento sono pesanti: un’espressione ingiuriosa verso gli ufficiali di gara al 45′ della ripresa, un’altra definita “gravemente irrispettosa” negli spogliatoi e un atteggiamento aggressivo nei confronti di un dirigente della Roma, rilevato dai collaboratori della Procura federale. Tre condotte distinte, non un semplice sfogo isolato.
Lo ha spiegato bene a Radio Marte l’avvocato Eduardo Chiacchio, tra i massimi esperti napoletani di diritto sportivo: “Di solito si commuta una giornata in ammenda, ma vista la fattispecie ĆØ di difficile accoglimento, perchĆ© ci sono più condotte contestate”. Una strada però esiste, ed ĆØ quella del cosiddetto principio della continuazione: trattandosi di episodi ravvicinati, avvenuti in un unico contesto di tempo e luogo, si può provare a far convertire la seconda giornata in una multa. Chiacchio insiste anche su una sfumatura: un comportamento irrispettoso ĆØ ben diverso da uno ingiurioso. Il fattore tempo, poi, ĆØ decisivo: serve la procedura d’urgenza, con il reclamo notificato subito per arrivare a una decisione prima della trasferta di Torino. VenerdƬ potrebbe essere il giorno buono per la sentenza della Corte sportiva d’appello.
A Monza tocca a Landucci, Gasperini punge
Nel frattempo il Napoli si organizza. MercoledƬ in panchina andrĆ Marco Landucci, storico vice di Allegri, l’uomo che lo segue da anni e che in precampionato ha diretto spesso gli allenamenti. Nessuna soluzione improvvisata, insomma: Landucci conosce metodi, richieste e linguaggio del suo capo meglio di chiunque altro. Se il ricorso dovesse andare a vuoto, toccherebbe a lui anche la serata dello Stadium.
Intanto, da Trigoria, ĆØ arrivato il commento di Gian Piero Gasperini sulla frase di Allegri riguardo alla Champions della Roma: “Io non l’ho sentita, ma ci sono i numeri, gol e tutto. Non ho letto un commento a favore di questa constatazione, che ĆØ stata infelice. Non devo dire altro”. Una stoccata elegante ma netta, che tiene viva la polemica. Quella frase, va ricordato, non rientra nella squalifica e potrebbe finire in un procedimento separato davanti alla Procura federale, anche se secondo Chiacchio, essendo un’espressione generica senza un destinatario preciso, ĆØ difficile che si proceda d’ufficio. Il Napoli, per ora, gioca la sua partita sul tavolo della giustizia sportiva: la speranza ĆØ di presentarsi a Torino con il suo allenatore in panchina.