Come se il 2-0 dello Stadium non bastasse, il lunedì del Napoli si apre con il bollettino medico che nessuno voleva leggere. Giovanni Di Lorenzo non sarà della partita mercoledì sera al Do Dragão: il capitano, uscito all’intervallo contro la Juventus per un risentimento all’adduttore, è già rientrato a Napoli e non partirà con la squadra per il Portogallo. La notizia, lanciata da Radio Kiss Kiss Napoli, è di quelle che pesano doppio, perché arriva nel momento peggiore possibile della stagione.
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ToggleIl capitano a casa, e la sua è la situazione che preoccupa di più
A Torino, all’intervallo, erano usciti in due: Di Lorenzo e Kevin De Bruyne. Il club ha diramato a fine gara una nota ufficiale stringata, senza tempi di recupero: risentimento all’adduttore per il capitano, distorsione alla caviglia per il belga. Due problemi diversi, con prospettive diverse. Secondo Valter De Maggio, infatti, il caso che preoccupa davvero è quello di Di Lorenzo, mentre per De Bruyne lo staff medico si riserva ancora qualche ora di riflessione.
Gli esami di oggi diranno quanto è seria la lesione del numero 22 e quanto durerà lo stop. Ma già il fatto che sia tornato a casa invece di restare aggregato al gruppo racconta molto: il Napoli non vuole rischiare nulla con un giocatore che, nel bene e nel male, resta un punto fermo dello spogliatoio. E senza di lui la fascia destra, già traballante, diventa un rebus.
De Bruyne appeso alla caviglia, il centrocampo trema
Il belga, a differenza del capitano, è rimasto a Torino e potrebbe anche partire con i compagni. Tutto dipende dall’entità della distorsione: se lieve, c’è una speranza di vederlo in campo contro il Porto di Farioli; altrimenti Massimiliano Allegri dovrà ridisegnare per l’ennesima volta la mediana. E non sarebbe un dettaglio, visto che De Bruyne era diventato il regista della squadra proprio per coprire l’assenza di Stanislav Lobotka, fermo per circa sei settimane per una doppia lesione alla caviglia.
Senza il belga, le alternative si chiamano Gilmour e Anguissa, con Scott McTominay chiamato a prendersi sulle spalle ancora più responsabilità. Peccato che lo scozzese, a Torino, sia sembrato la controfigura di sé stesso. Insomma, coperta cortissima e pochissime idee di ricambio.
L’elenco infinito: undici assenti e la formazione dei “superstiti”
Il quadro generale è da brividi. Prima del fischio d’inizio allo Stadium era saltato Rasmus Hojlund, rimasto in hotel per un leggero stato influenzale. In tribuna c’era anche Vanja Milinkovic-Savic, fermato da un affaticamento muscolare. Nel finale si è fermato pure Mathias Olivera. Aggiungete i lungodegenti Lobotka, Badiashile, Spinazzola, Neres, Alisson Santos e Favasuli, più Buongiorno, e Marianucci che in Europa non può giocare perché fuori dalla lista Uefa: il risultato è un’infermeria che sembra un reparto ospedaliero.
Facendo due conti, se nessuno dovesse recuperare, il Napoli si presenterebbe in Portogallo con appena 13-14 giocatori disponibili, due dei quali portieri. In pratica Allegri avrebbe una sola formazione possibile, quella dei “superstiti”: Meret tra i pali, Beukema, Rrahmani e Rafa Marin in difesa, Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay e uno tra Lang e Vergara a centrocampo, Giovane e Lucca in attacco. Il resto della panchina? Ragazzi della Primavera di Nocerino, come già visto a Torino.
Una notte di Champions League che vale una stagione
Il calendario, poi, non fa sconti. In Champions League il Napoli ha bisogno di punti dopo il rocambolesco 4-3 al Bodo/Glimt, e la trasferta di Oporto arriva con la squadra a -9 dalla zona Champions in campionato e un ambiente in piena contestazione. Un risultato positivo al Do Dragão, con questa rosa ridotta all’osso, avrebbe il sapore dell’impresa e potrebbe dare un po’ d’ossigeno a un allenatore sempre più sotto pressione.
Un’altra sconfitta, invece, rischierebbe di trasformare l’emergenza infortuni in qualcosa di molto più grave: una crisi tecnica e ambientale da cui uscire diventerebbe complicatissimo. Gli esami di oggi su De Bruyne e Di Lorenzo saranno il primo verdetto. Il secondo arriverà mercoledì sera, sul campo.