Quando la rosa della prima squadra si assottiglia fino a diventare un foglio di carta, Massimiliano Allegri non guarda lontano: apre le porte del vivaio. Per la trasferta di Porto in Champions League il tecnico azzurro ha convocato tre ragazzi della napoli primavera, tutti napoletani, tutti classe 2008, tutti già inseriti in lista B UEFA. Non è una curiosità da appendice: è la fotografia più chiara di quanto il Napoli sia stretto, a un passo dal Dragão, dopo il ko con la Juventus.
I nomi sono David Spinelli, portiere; Claudio Lieto, difensore centrale; e Andrea Chiummariello, centrocampista. Tre profili cresciuti nel settore giovanile secondo le regole europee, quindi immediatamente utilizzabili in Champions senza toccare la lista A. Un dettaglio tecnico che, in un momento così delicato, vale oro: significa avere braccia e gambe in più senza stravolgere le liste UEFA, e dare un segnale concreto a chi in Primavera si allena ogni giorno pensando che il salto possa arrivare davvero.
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ToggleSpinelli, Lieto e Chiummariello: la lista B che diventa emergenza
Allegri a Torino aveva già portato sei elementi del vivaio; a Oporto ne porta tre, selezionati con criterio e non a caso. Spinelli è la copertura tra i pali, Lieto aggiunge centimetri e lettura in mezzo alla difesa, Chiummariello porta gambe e densità a centrocampo. Tutti e tre hanno il passaporto partenopeo stampato sulla faccia e sulla scheda anagrafica: classe 2008, prodotti casa, pronti a sedersi in panchina (o a scalare un posto se la conta dei disponibili peggiora ancora) in una delle notti europee più complicate della stagione.
La lista B UEFA esiste proprio per queste situazioni. Non ĆØ un premio simbolico, ĆØ uno strumento normativo: i ragazzi cresciuti nel club possono entrare in rosa Champions senza tagliare un posto ai titolari. Quando la prima squadra ĆØ piena, resta un’opportunitĆ formativa. Quando invece mancano pezzi importanti ā e in difesa dopo Juventus il buco si ĆØ allargato con Giovanni Di Lorenzo e Mathias Olivera fuori viaggio ā quella stessa lista B diventa una rete di sicurezza. Allegri, da allenatore pragmatico, l’ha usata senza giri di parole.
Per i tre ragazzini ĆØ la notte della vita, o quasi. Non importa se giocheranno un minuto o resteranno in panchina a guardare il DragĆ£o riempirsi: essere convocati per Porto-Napoli, a diciotto anni, con la maglia della prima squadra nella valigia, ĆØ giĆ un passaggio di carriera. E per i tifosi ĆØ anche un filo di orgoglio: in mezzo all’ansia da infortuni, vedere tre napoletani del vivaio salire sull’aereo racconta che qualcosa, nel settore giovanile, continua a funzionare.
Melnyk, Baridò e Pereyra restano con Nocerino
La scelta di Allegri non è un rastrello sul vivaio intero. Melnyk, Francisco Baridò e Pereyra si alleneranno ancora con il gruppo della prima squadra, ma poi torneranno a disposizione di Antonio Nocerino per la gara di UEFA Youth League. à una distinzione importante: chi parte per il Portogallo è chi può entrare in lista B e dare copertura reale; chi resta con Nocerino continua il percorso europeo Under, senza interrompere un cammino che per la Primavera resta centrale.
In pratica Allegri ha fatto una selezione chirurgica. Non ha svuotato la Primavera, non ha trasformato la Youth League in un’appendice sacrificabile. Ha preso i tre profili utili al momento ā un estremo, un centrale, un mediano ā e ha lasciato agli altri il doppio binario allenamento con i grandi più impegno Under. Per Nocerino ĆØ la conferma che il suo gruppo non viene trattato come magazzino di emergenza a perdere: c’ĆØ un dialogo, ci sono prioritĆ , e c’ĆØ rispetto per il calendario giovanile UEFA.
Questa gestione a due velocitĆ dice molto anche del momento azzurro. Da un lato c’ĆØ la necessitĆ di riempire la panchina Champions; dall’altro la volontĆ di non bruciare i ragazzi che devono ancora crescere tra i coetanei. Allegri, che di gestioni di rosa ne ha viste tante, sta cercando di non fare della Primavera un’ambulanza permanente: la chiama quando serve, la restituisce quando può.
Il vivaio come ancora verso il Dragão
Il contesto ĆØ noto ai napoletani: dopo Juventus la rosa disponibile per Oporto ĆØ ridotta all’osso, con pezzi importanti della difesa rimasti a casa per controlli. Non serve rifare l’elenco degli indisponibili per capire perchĆ© tre diciottenni finiscano in lista Champions. Serve, invece, guardare al significato politico e tecnico della mossa. Allegri manda un messaggio interno: chi lavora in Primavera può arrivare. E manda un messaggio esterno: il Napoli, anche quando ĆØ ferito, ha un serbatoio casalingo da cui attingere senza aspettare il mercato di gennaio.
Al DragĆ£o servirĆ testa, organizzazione e un po’ di fortuna. I tre della Primavera non sono chiamati a salvare la notte da soli: sono chiamati a completare il gruppo, a dare profonditĆ , a far sentire meno sola una rosa che in queste settimane ha conosciuto più sale che miele. Se poi uno di loro dovesse scendere in campo, anche solo per qualche minuto, sarebbe la conferma che il filo tra Castel Volturno e la prima squadra non si ĆØ mai spezzato.
Porto-Napoli resta una gara da affrontare con umiltĆ e rabbia positiva. Intorno ci sono numeri, assenze, moduli da inventare. Al centro, però, c’ĆØ anche questa storia più piccola e più bella: Spinelli, Lieto e Chiummariello che mettono la tuta da Champions, tre napoletani del 2008 che volano in Portogallo perchĆ© la casa madre ha bisogno di loro. Per Allegri ĆØ una scelta obbligata. Per il vivaio ĆØ una vetrina. Per i tifosi ĆØ un motivo in più per non mollare, anche quando la rosa sembra un puzzle a cui mancano troppi pezzi.