Vergara in ballottaggio con Giovane per il Porto

Vergara in ballottaggio con Giovane per il Porto

Alla vigilia di Porto–Napoli la domanda che gira tra i tifosi azzurri non è più solo «chi manca», ma «chi può sorprendere». E il nome che torna con insistenza è quello di Antonio Vergara: il ragazzo del vivaio, appena rientrato dal soleo, è nel ballottaggio decisivo con Giovane per affiancare Rasmus Hojlund nel 3-5-2 che Massimiliano Allegri sta cucendo in emergenza. Mercoledì 4 novembre, alle 21:00 all’Estádio do Dragão, in Champions League, la mossa può cambiare la faccia della gara.

Vergara o Giovane: il ballottaggio caldo in attacco

Pasquale Tina, a Radio Marte, ha messo nero su bianco quello che molti sospettavano: Vergara «può avere una chance dal primo minuto». Non è una battuta da talk show. Il centrocampista–trequartista, fermo dal 6 ottobre per il soleo destro rimediato con la Nazionale, ha ripreso il lavoro di gruppo e si è guadagnato un posto tra i convocati. Accanto a Hojlund, reduce da un’influenza e comunque indicato tra i titolari da far giocare, restano due profili: il brasiliano Giovane, già usato in queste settimane difficili, e appunto Antonio Vergara, più dinamico tra le linee, capace di dare ritmo e verticalità quando la rosa è a pezzi.

La Gazzetta dello Sport parla di «sorpresa» proprio in questi termini: Allegri valuta Vergara nella linea d’attacco, non come filler da panchina. In un contesto con una decina di indisponibili e tre portieri in lista, ogni scelta diventa politica oltre che tecnica. Giovane offre fisicità e presenza in area; Vergara offre qualità di possesso e la voglia di chi sa che questa Champions può essere la sua vetrina. Il tecnico, che oggi affronterà conferenza stampa e rifinitura al Dragão, dovrà scegliere in base a come risponde il corpo del giovane azzurro e a come vuole aggredire un Porto affamato di punti.

Non è un caso se Hojlund e Amir Rrahmani sono stati citati come pezzi da schierare a tutti i costi: senza di loro, ha spiegato Tina, «andresti davvero in difficoltà». Il danese, se conferma il recupero, diventa il riferimento fisso; chi gli gira intorno decide il tono della partita. Ecco perché il ballottaggio Vergara–Giovane non è un dettaglio da probabili: è il cuore della formazione.

De Bruyne in dubbio: caviglia e panchina

Se in attacco si discute di chi parte, a centrocampo si discute di chi arriva. Kevin De Bruyne ha viaggiato con la squadra, ma la caviglia sinistra — distorsione rimediata in Juventus–Napoli — resta un punto interrogativo. L’idea filtrata dalle radio napoletane è chiara: se recupera in extremis, il belga può almeno sedersi in panchina. Per il undici titolare, invece, lo scenario più realistico vede Billy Gilmour al centro, con Scott McTominay e André-Frank Zambo Anguissa a chiudere il triangolo.

È un De Bruyne gestito al grammo, non sacrificabile a cuor leggero. Allegri sa quanto pesi la sua visione tra le linee, ma sa anche che una ricaduta a Oporto costerebbe cara sulla Lazio di domenica. Oggi, nella rifinitura delle 18:30 circa allo stadio, si capirà se il numero 11 può entrare almeno come jolly a gara in corso. Finché non scende in campo, Gilmour resta il piano A: giovane, fresco, già abituato a queste rotazioni forzate.

Intorno a loro, l’emergenza continua a dettare legge. Lobotka è fuori per circa sei settimane dopo la doppia lesione alla caviglia; Di Lorenzo e Olivera sono tornati a Napoli per esami e non saranno al Dragão. La lista dei ko resta lunga — Alisson, Badiashile, Buongiorno, Neres, Spinazzola, Favasuli e compagnia — e Marianucci è fuori dalla lista Champions. In queste condizioni, anche un De Bruyne «a metà» vale oro, ma solo se il rischio è calcolato.

Il 3-5-2 senza terzini e la probabile di Allegri

Senza esterni di ruolo, Allegri conferma l’intuizione del 3-5-2. Dietro, la linea a tre dovrebbe essere Sam Beukema, Rrahmani e Rafa Marín, con Alex Meret tra i pali. Sulle corsie, due pezzi già visti: Politano a destra e Noa Lang a sinistra. L’olandese, ricorda Tina, aveva già fatto il quinto in qualche amichevole di fine ritiro: non è un’invenzione dell’ultimo minuto, è un adattamento già testato quando serviva coprire i vuoti.

La probabile che circola da AreaNapoli è questa: Meret; Beukema, Rrahmani, Marín; Politano, Anguissa, Gilmour (De Bruyne), McTominay, Lang; Giovane (Vergara), Hojlund. Tra parentesi starebbero i dubbi veri della vigilia. Non è una formazione da brochure, è un puzzle fatto di necessità: tre centrocampisti centrali per tenere palla, due quinti che devono anche attaccare, e una coppia offensiva dove Vergara può entrare da protagonista se Allegri vuole verticalità e coraggio.

Il Porto, da parte sua, arriva bisognoso di punti nella fase a gironi/lega Champions e giocherà in casa, davanti al suo pubblico. Per il Napoli, dopo il 2-0 dello Stadium, è la partita del carattere: o si riparte dal Dragão con una prova di personalità, oppure la settimana si fa ancora più pesante in vista della Lazio. Conferenza Allegri–Politano in programma oggi nel pomeriggio, poi la rifinitura: lì si scioglieranno i nodi su De Bruyne e sul tipaccio in attacco.

Perché Vergara può essere la chiave

In un Napoli ridotto all’osso, i minuti di un prodotto del settore giovanile non sono più «regalo» ma necessità. Antonio Vergara conosce i ritmi di Castel Volturno, ha già sentito l’odore della prima squadra e ora trova una porta socchiusa proprio nella notte più delicata dell’autunno europeo. Se parte titolare, non sarà per moda: sarà perché Allegri ritiene che il suo apporto tra Hojlund e i centrocampisti possa aprire spazi che Giovane, più statico, non garantisce allo stesso modo.

C’è anche un messaggio di spogliatoio. Convocare tre Primavera e tenere Vergara nella discussione da undici significa dire ai ragazzi che l’emergenza non è solo un elenco di assenze, ma un’occasione. Il tifoso napoletano, da sempre affamato di volto locale, aspetta appunto questo: qualcuno che corra come se ogni pallone fosse l’ultimo. Al Dragão, con De Bruyne in forse e i terzini a casa, quella corsa può fare la differenza tra una serata di emergenza e una serata di carattere.

Resta da chiudere il cerchio in allenamento. Se la caviglia di De Bruyne risponde e se Vergara conferma i toni giusti, Allegri avrà due frecce in più rispetto allo scenario peggiore. Altrimenti si andrà comunque, con Giovane, Gilmour e la solita faccia tosta azzurra. Porto–Napoli, 4 novembre, ore 21:00: la Champions non aspetta le medicazioni. E Vergara, stavolta, è nel mezzo del discorso, non in coda.