Napoli, 4 ko in 8 partite e zero punti in Champions: i giornali bocciano Allegri, e l’errore di Politano non basta come alibi

Napoli, 4 ko in 8 partite e zero punti in Champions: i giornali bocciano Allegri, e l'errore di Politano non basta come alibi

Il giorno dopo è sempre il più lungo. Il Napoli è rientrato dalla Spagna stamattina, dritto a Castel Volturno per una seduta di scarico, ma il vero carico se lo porta addosso: il 3-1 incassato al Ceramica contro il Villarreal ha lasciato numeri che fanno rumore. Quattro sconfitte nelle prime otto gare stagionali, zero punti dopo due giornate di Champions League e una posizione, la trentunesima nella League Phase, che a ottobre nessuno a Napoli si sarebbe immaginato. La parola «crisi» gira già in radio e sui social. Esagerata? Forse. Ma i giornali di oggi non fanno sconti.

Le pagelle dei quotidiani: Allegri sotto la sufficienza

Partiamo dai voti, perché raccontano bene l’aria che tira. La Gazzetta dello Sport dà a Allegri un 5,5 e scrive che il tecnico «l’aveva preparata bene, ma Politano gli ha fatto saltare presto il piano gara. Mischia e rimischia le carte, ma alla fine crolla». Il Corriere dello Sport va giù più duro con un 5 secco: l’avvio era «anche incoraggiante», poi la squadra «si spegne subito dopo i due gol subiti», nel secondo tempo va ko definitivamente «e i cambi non aiutano».

Il punto è proprio questo. Nessuno contesta l’approccio: il Napoli era partito bene, era passato avanti con il solito Amir Rrahmani su schema da calcio d’angolo, aveva colpito un legno con Højlund e aveva avuto anche la palla del 2-0 con McTominay. Una partita in mano, insomma. Poi si è sciolto tutto, e la sensazione è che dalla panchina non sia arrivata la mossa per rimettere in piedi la baracca. Lo ha ammesso lo stesso allenatore a fine gara, senza girarci intorno: «A un certo punto abbiamo smesso di giocare di squadra, questa è la verità».

Politano, l’errore e il rischio del capro espiatorio

Inutile nasconderlo: l’episodio che ha cambiato la serata porta il nome di Politano. Il suo pasticcio ha regalato l’1-1 al Submarino Amarillo e da lì è partito il ribaltone. Ma attenzione a farne l’unico colpevole. La Gazzetta lo dice chiaramente: l’errore dell’esterno «sembra quasi diventato il pretesto per il crollo del castello», e questo inizio di Champions «assomiglia più a un cazzotto preso nel fianco, quando un cazzotto lo si doveva dare».

Sulla stessa linea l’editoriale di Pasquale Salvione sul Corriere dello Sport: «Certi regali non si possono fare. Non puoi pensare di andare lontano in Europa se infiocchetti doni così alle squadre avversarie». E ancora: «In Champions non ti perdonano, le ingenuità costano caro». Tradotto: lo sbaglio ci sta, il problema è una squadra che dopo un singolo episodio smette di credere in quello che stava facendo. Un errore individuale si perdona, un blackout collettivo che dura un tempo intero molto meno.

Manna, McTominay e quel dato sulle trasferte

A rileggerle oggi, fanno un certo effetto le parole che Giovanni Manna aveva detto a Sky prima del fischio d’inizio. Il ds aveva parlato di un turnover necessario («dovendo giocare 9 partite in 21 giorni, dobbiamo ruotare») e soprattutto aveva messo il dito nella piaga: «Dobbiamo migliorare il ruolino di marcia, è da 3 anni che non vinciamo in trasferta». Detto, e purtroppo confermato.

Nella stessa intervista è arrivato anche un messaggio chiaro su Scott McTominay, tornato in campo proprio a Vila-real dopo due mesi di stop: «Ha due anni di contratto, vuole rimanere con noi e noi vogliamo che resti più a lungo possibile. C’è un aspetto economico, ci stiamo lavorando». Una buona notizia in mezzo a tante brutte, così come l’ammissione che «a fine stagione dovremo ringiovanire». Sugli obiettivi europei, invece, Manna era stato schietto alla sua maniera: andare il più lontano possibile, ma in una competizione così, parole sue tradotte in modo più elegante, serve anche un pizzico di fortuna. Ecco, a Vila-real non c’è stata nemmeno quella.

Niente tempo per piangersi addosso: c’è il Venezia

Il calendario non aspetta nessuno: secondo il Corriere dello Sport sono sette le partite da giocare fino all’8 novembre, prima della prossima sosta. Sabato si va al Penzo contro il Venezia, e Allegri ha già messo le mani avanti: senza «l’umiltà e il rispetto» di mettersi al pari dei lagunari, «usciremo con le ossa rotte». Buone notizie dall’infermeria, con Olivera, Alisson e Anguissa pronti a rientrare, e un turnover che sembra inevitabile.

Poi, in Europa, toccherà al Bodo Glimt, e a quel punto i punti diventano obbligatori. Il Napoli ha ancora tutto il tempo per raddrizzare la stagione, ma deve farlo in fretta: perché quattro ko su otto non sono più una coincidenza, sono un campanello. E a Napoli, quando il campanello suona, lo sentono tutti.